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Monterosso. Festa dalle radici secolari quella di San Giovannii

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Monterosso festeggia oggi 3 settembre il suo patrono San Giovanni Battista . Una festa dalle radici secolari come emerge dai registri delle viste pastorali che forniscono dati preziosissimi sulle chiese delle città, tra le quali Monterosso, che nel corso dei secoli hanno fatto parte della vasta Arcidiocesi di Siracusa.

Questo è quanto emerge da un accurato studio svolto con certosino lavoro dallo storico monterossano professore Angelo Schembari.
“ Le visite pastorali, delle quali venivano redatti dei verbali, – afferma Schembari – erano compiute dall’ordinario diocesano nella propria diocesi. Oggetto delle visite pastorali erano i luoghi sacri, i beni ecclesiastici, il clero e il popolo cristiano, le confraternite.
Il 6 dicembre del 1581 il Vescovo Giovanni Horosco de Horses in visita a Monte Rosso – ribadisce ancora il professore Schembari – trovò in fabrica la chiesa dedicata a S.Giovanni Battista nella quale erano rettori e procuratori Matteo de La Ficara, Antonio de La Ficara, Giovanni Savasta e Cataldo Carnibella e dove i confrati facevano celebrare nei giorni di domenica e nei festivi.
Il segretario annotò che il primo ad essere visitato fu l’altare maggiore che venne trovato ben pulito ed ornato con paramanenti.
L’attenzione del segretario si fermò su un luogo ben ornato con tre chiusure dove erano custodite “le sante reliquie di S. Giovanni Battista”.
Il vescovo comandò che si foderasse un’arca con tessuto di seta suppellettili di argento e vi fossero poste le sante reliquie.
Si comandò – continua Schembari – che la prima domenica di settembre si dovessero convocare e riunire tutti i confrati e i cappellani e con i parroci eleggessero i rettori ed un tesoriere e le vendite ed i proventi e le elemosine andassero al tesoriere che le avrebbe spese per il servizio della chiesa.
Nel corso della visita venne stilato un inventario dei beni della chiesa nel quale vennero elencati in dettaglio :
una campana del campanile di quaranta rotoli; una campana di altare; un calice di argento con la sua patena di argento decorata; una cona di tela all’altare maggiore con l’immagine di nostra Signora; un’immagine rilevata di S. Giovanni Battista che si conduce nel suo giorno.
Un’immagine rilevata di Nostra Signora dei Pericoli che si porta in processione l’ultima domenica di agosto; due crocifissi; una cona in tela di Santa Caterina; uno stendardo di velluto carminio foderato di damasco turchino; un innanzi altare di raso verde ricamato di velluto carminio rosso; due avanti altare uno giallo ed un altro rosso con i drappi di doversi colori; una casula di damasco rosso con la sua croce di damasco giallo; una stola di velluto carminio rosso; venti tovaglie, dieci di altare e dieci strette; un bancone che sta davanti le immagini di Nostra Signora e di S.Giovanni; una vara rustica con la quale si conduce l’immagine di S.Giovanni; una crocetta decorata che portano in mano i procuratori quando esce la confraternita; una cassa di noce dentro la quale si conservano i registri di matrimonio; … due lanterne con le loro aste; …due banchi; un leggio; due scale; un tamburino; una bandoliera di legname; una bandoliera di ferro per il Giovedì Santo al Santo Sepolcro; un paio di tenaglie di ferro.
Indicazioni utili – conclude lo storico Angelo Schembari – a stabilire l’esistenza, già nel Cinquecento, della chiesa di San Giovanni Battista e della festa la cui statua e relativa vara venivano portate in processione.

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